SI TRASLOCA
sabato, 22 ottobre 2005 |
Adesso sul serio.
Dopo qualche problema tecnico, un litigio furibondo con un noto registrar italiano e diversi tentativi, adesso ho una nuova casa con un indirizzo come si deve. Piano piano la arrederò meglio e proverò a fare qualcosa per conto mio, senza prefabbricati. Intanto però ci vediamo lì.
C'è un giudice anche in Turchia
giovedì, 20 ottobre 2005 | turchia, froci
La Turchia è meno lontana dall'Europa di quanto pensiamo e, se tra i politici resistono minacciose tendenze autoritarie, la Costituzione e il diritto di quel paese hanno dimostrato di essere vivi e conciliabili con le nostre istituzioni.
Per la prima volta la comunità omosessuale turca, che ha ancora più difficoltà di noi, ha ottenuto pubblicamente una vittoria sulle forze della restaurazione e della conservazione, contrarie a ogni diversità.
Qualche settimana fa il vicegovernatore della capitale Ankara aveva chiesto che venisse chiusa l'associazione Kaos Gay and Lesbian, in base a una norma che vieta le associazioni "contrarie alla legge e alla morale". Ma il procuratore di Ankara, Kursat Kayral, ha respinto la richiesta perché - ha spiegato - "l'omosessualità non è immorale".
La legge turca, infatti, non vieta l'omosessualità, ma nella società rimane un forte pregiudizio contro le relazioni fra persone dello stesso sesso.
In questa occasione però la magistratura ha messo un punto fermo che non può che essere positivo per la comunità glbt turca, che ovviamente spera nell'ingresso del paese nell'Unione Europea.
Prodi ha i voti per imporre il Pacs
mercoledì, 19 ottobre 2005 | politica, primarie, prodi, centrosinistra, froci, zapatero, pacs
L'abbiamo votato, adesso aspettiamo di vedere i risultati.
A maggioranza - seppure tallonato da Bertinotti - Romano Prodi ha ottenuto il sostegno della comunità gay, lesbica, bisessuale e transessuale alle primarie dell'Unione. Secondo Gaynews, il professore ha raccolto fra il trenta e il quaranta per cento dei voti, di persone omosessuali che gli hanno voluto dare fiducia nonostante i tentennamenti e le marce indietro.
Adesso Prodi non ha più alibi: ha ottenuto un mandato ampio e schiacciante, che gli permette - finalmente - di superare i piccoli veti degli alleati come Rutelli e Mastella e imporre la sua sintesi sul programma con cui il centrisinistra si presenterà alle elezioni. Tempo fa Massimo D'Alema l'ha già spiegato chiaramente: sul tema dei diritti gay il Pacs "è già un compromesso", tra i desideri della comunità gay (la piena uguaglianza e quindi il diritto al matrimonio) e le "sensibilità" dei cattolici, attenti alle sirene ruiniane. Su questo valuteremo il coraggio e il "riformismo" dell'Unione.
Se Prodi vorrà dimostrare di essere un uomo politico serio confermerà le sue promesse e sosterrà la proposta del Pacs, già firmata in Parlamento da esponenti del centro (Margherita) e della sinistra, dai Ds a Rifondazione, Verdi, Pdci, Socialisti. Andrea Benedino di Gayleft (i gay dei Ds) canta vittoria, ma io aspetterei di vedere le prossime evoluzioni del dibattito sulla questione.
Le coppie dello stesso sesso hanno bisogno di un riconoscimento ufficiale e PUBBLICO: non bastano accordi privati, che per di più sono impugnabili e non danno sicurezza.
In base a questo personalmente deciderò se votare Prodi e il suo schieramento nel 2006. E a quanto ho capito anche l'Arcigay è su questa linea.
Se anche a Londra moriamo ammazzati
martedì, 18 ottobre 2005 | londra, froci, omofobia
Jody aveva 24 anni, era scappato dal Gloucestershire per vivere liberamente la sua vita, essere accolto dagli altri senza preoccuparsi se gli piacevano gli uomini e non essere più perseguitato per la sua omosessualità. Che cosa meglio di Londra?
A Londra, invece, nella zona di Lambeth, Jody è stato ucciso a sprangate, nella stessa area della città che nell'ultimo anno ha visto 140 attacchi omofobici. Ecco: questo ragazzo, che lavorava in un bar, è stato ucciso dall'omofobia. Non aveva fatto niente, non aveva detto niente. Solo: era frocio.
E questo era insopportabile per i suo i aguzzini che l'hanno colpito con violenza alla testa, alla faccia e lo hanno lasciato morto in un parco.
La polizia di Londra ha già arrestato tre ragazzi, due di 17 e uno di 13 (TREDICI) anni, per l'omicidio.
Londra è la capitale dell'Occidente, il posto più multiculturale e moderno dell'Europa. Eppure anche lì puoi morire per il solo fatto di essere gay.
Pacs: diamo ad Aznar ciò che è di Aznar
domenica, 16 ottobre 2005 | spagna, ppe , froci, pacs, aznar
La disinformazione è un morbo incurabile, peggio dell'influenza aviaria!
Da quando Prodi si è esposto sui Pacs, subendo le reprimende delle gerarchie vaticane e lo "smarcamento" neo-clericale di Rutelli e Mastella, è cominciata a circolare una favoletta su José Maria Aznar e i Pacs in Spagna. Qualcuno - forse lo stesso Prodi - per giustificare l'uscita del professore ha tirato fuori che "in Spagna è stato proprio Aznar a introdurre i Pacs", proprio quelli che Prodi vorrebbe in Italia.
Una menzogna che a furia di essere ripetuta è diventata credibile, al punto che anche Curzio Maltese venerdì sul Venerdì di Repubblica l'ha accreditata, insieme a molti altri colleghi giornalisti che non si sono mai presi la briga di controllare.
Da un lato è vero (quanto è vero!) che la proposta di Prodi non ha nulla a che vedere con Zapatero. Il Partito popolare spagnolo, poi, nel suo programma per il 2004 (post Aznar) aveva inserito non il Pacs, ma addirittura le UNIONI CIVILI con tutti i diritti del matrimonio per le coppie gay, tranne l'adozione e il nome "matrimonio". Quindi molto di più di quello che è disposto a offrire il centrosinistra italiano.
Ma con Aznar è tutta un'altra storia.
Andiamo a vedere allora che cosa è successo davvero in Spagna negli OTTO anni di governo del popolare (di matrice cattolica) Aznar.
Nel primo mandato il Ppe rimandò la "Ley de parejas" (legge sulle coppie di fatto), sostenendo che ne avrebbe introdotta una (molto restrittiva) nel secondo mandato. Con questa scusa bocciò una volta in parlamento, insieme con i baschi e i canari, una proposta della sinistra, targata Psoe.
Nei secondi quattro anni al governo, stavolta con la maggioranza assoluta, il Ppe di Aznar non solo NON ha introdotto le unioni di fatto (pur sostenendo di volerlo fare), non solo ha bocciato con solo i propri voti un'altra proposta di legge presentata dai socialisti, ma nel 2003 il governo - guidato dal signor Aznar - ha impugnato davanti al Tribunale Costituzionale la legge sulle coppie di fatto approvata dal parlamento regionale basco (solo Zapatero, una volta arrivato al governo, ha ritirato il ricorso).
Quindi: Aznar per tutto il suo mandato da presidente del governo spagnolo ha osteggiato sistematicamente i diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Alcune comunità locali, guidate dai socialisti e dai nazionalisti, (Catalogna, Paìs Vasco, Andalucia) hanno introdotto leggi sulle unioni di fatto, in opposizione al governo Aznar. E qualche amministrazione locale targata Ppe ha tentato di seguire una strada diversa da quella dei vertici del partito a Madrid.
Ma di sicuro Aznar non ha introdotto i Pacs in Spagna. Per cortesia, informatevi.
La chiesa benedice le unioni gay. In Svezia
venerdì, 14 ottobre 2005 | chiesa, svezia, froci, matrimonio gay
Ancora una volta la Svezia ci fa vergognare della nostra arretratezza e mette a nudo quanti anni-luce siamo lontani dalla civiltà.
La chiesa nazionale svedese sta per approvare un nuovo rito con cui benedirà le coppie formate da due uomini o da due donne. Il movimento gay, però, non è soddisfatto perché desiderava un'apertura immediata e completa alla celebrazione di veri matrimoni.
In ogni caso, entro la fine del mese l'assemblea della Chiesa scandinava voterà definitivamente sulla questione: la consacrazione delle coppie gay, comunque, è già stata approvata ad ampia maggioranza dal Comitato liturgico. Saranno benedette le coppie che hanno sottoscritto un'unione civile, l'istituto che in Svezia è aperto alle coppie dello stesso sesso, con un'iscrizione nel registro pubblico (chiaro, Rutelli?), e concede quasi tutti i diritti del matrimonio.
Un comitato governativo comunque sta studiando l'estensione tout court del matrimonio alle unioni fra due uomini o due donne, come già avviene in Olanda, Belgio e Spagna.
Lo voglio Lo voglio Lo voglio
giovedì, 13 ottobre 2005 | alia
Non è meraviglioso?
Non bastavano le canzoni, non erano sufficienti le foto. Adesso arrivano anche i video
Il nuovo IPod sarà mio. Nel più breve tempo possibile.
Un piccolo gioiello, ancora più piccolo dei suoi predecessori, ma con spazio fino a 150 ore di video.
Spero che presto ci potremo mettere, oltre alle clip vendute su iTunes, anche i nostri videoblog.
Se il Corriere cancella le trans
mercoledì, 12 ottobre 2005 | trans, froci, omofobia
Non voglio parlare di Lapo Elkann. Non sono Vespa, quindi ne parlerò - se ne avrò voglia - quando questo cancàn sarà finito e il giovanotto starà (spero) bene.
Intanto, però, è urgentissimo parlare del Corriere della Sera e dell'articolo di oggi, a firma di Marco Imarisio, sulla trans Patrizia, che ha chiamato il 118 quando ha capito che Elkann, ospite a casa sua, stava male.
A parte che tutti (o quasi) i giornali, le radio e le tv hanno parlato di lei come "il trans", quando - a rigor di logica - dobbiamo dire "la trans", dal momento che è una donna. Ma lasciamo stare.
L'inviato del Corriere fa molto di più; e di peggio. Oltre a rivelare nome e cognome originali di questa persona, scrive che
Donato B... è un uomo di 53 anni che veste da donna e parla di sé al femminile, come se lo fosse.
Non c'è nulla di più violento, aggressivo e omofobo che imporre la propria verità sulla vita e sulle scelte degli altri. In questo l'Italia è ancora molto indietro.
Toscani trionfa sulla censura, Parigi sdogana il bacio gay
martedì, 11 ottobre 2005 | francia, censura, pubblicità, froci, toscani
- "Sai, ci danno del gay".
- "E allora?".
I due protagonisti della campagna Ra-Re, ideata da Oliviero Toscani, rispondono così alla censura che ha vietato i maxi-cartelloni con due uomini che si strizzano il pacco. In realtà la campagna era già stata ritirata, proprio in vista di questa fase due.
La prova provata che era tutto già previsto, compreso il bigottismo del Moige e dell'autorità di controllo della pubblicità.
In Francia intanto Metrebus, la società che gestisce le affissioni nella metropolitana di Parigi, ha cambiato idea e ha accettato all'ultimo momento la campagna di Rainbow Attitude Expo. I parigini così potranno vedere tranquillamente due uomini che si baciano e due donne che si baciano.
Grazie al dialogo, all'intervento di alcuni politici come Bertrand Delanoe e Jack Lang, ma soprattutto alla Halde, l'Alta autorità per la lotta alle discriminazioni e per l'uguaglianza. Questa istituzione ha convinto il presidente di Metrebus e i responsabili di Rainbow Attitude a cercare un punto d'incontro. Alla fine è bastato cambiare un po' la scritta che accompagna le immagini per superare l'opposizione.
Che non si dica che gli italiani possono vedere due uomini che si toccano, mentre i francesi sarebbero choccati da due maschi che si limitano a baciarsi!
Il Ministero della Verità sta su Italia 1
lunedì, 10 ottobre 2005 | tv , telefilm, censura
Poi dicono che la tv non manipola le menti. Per intanto comincia col manipolare le opere prodotte dall'ingegno (americano) per adeguarle al bigottismo (italico).
Italia 1, ore 15:45/15:50, episodio di Dawson's Creek (in replica) nell'edizione italiana "a cura di Alberto Porto" (come riuscirò a capire in séguito, nei sette secondi di titoli di coda che non sono fagocitati dalla pubblicità finale).
Dopo uno spot, riparte il telefilm, stranamente con un bollino verde, anziché il solito giallo (o addirittura era rosso) che Mediaset aveva affibbiato a questa serie per adolescenti. Sapete il perché? Perché uno dei personaggi principali (Jack) è gay, fa un percorso personale per capire la propria omosessualità e alla fine dell'ultima serie vive felicemente con un altro uomo.
Orbene: l'episodio di oggi era centrato sul ballo del diploma, l'occasione in cui gli adolescenti americani per la prima volta (più o meno) si fanno vedere in pubblico con un accompagnatore ufficiale. Nell'occasione Jack si presenta al ballo con un altro ragazzo (che, si capisce più avanti, ha già fatto un coming out completo). Vi ricordo, en passent, che il telefilm è ambientato a Cape Code Capeside (scusate, troppa Signora in giallo), che dovrebbe trovarsi in Massachusetts, lo stato più liberal, progressista, aperto - in una parola "europeo" - degli Stati Uniti. Quindi anche lì la presenza di due ragazzi insieme a un ballo non è così choccante come sarebbe, chessò, in Texas.
Per farla breve, si intrecciano le vicende dei vari protagonisti al ballo, con scene che alternativamente riguardano le varie coppie. Quando tocca ai due ragazzi gay, che prima si erano divisi, Jack confessa al suo cavaliere che ha scoperto altri aspetti di lui, oltre alla fierezza di essere gay, e che questa è una delle cose che gli piacciono di lui. A quel punto, l'altro ragazzo lo guarda con passione, fa per sporgersi verso di lui e... Nero: cambio di scena. I due non si vedono più fino alla fine dell'episodio.
Eppure lì - ne sono sicuro - c'era, DOVEVA ESSERCI, un bacio fra i due. Qualsiasi copione, qualsiasi sceneggiatore l'avrebbe previsto. E sono certo che nell'originale c'era.
Italia Uno, però, l'ha tagliato. Cancellato. Censurato. Come il Ministero della Verità cancellava e modificava il passato scomodo in 1984 di Orwell.
Questo passa il convento, questa è la tv italiana - maxime i canali commerciali di Mediaset - dove La7 ha comprato per poi tenere in magazzino Queer as folk.
Mi piacerebbe che il signor Alberto Porto, "curatore" della versione italiana, mi spiegasse il significato di questo taglio. Ma so già che non c'è niente da aspettarsi. Chi può, guardi film e serie tv sul satellite o meglio in dvd. La massa si arrangi. E si accontenti della De Filippi.
Altre novità
domenica, 09 ottobre 2005 | alia
In (temporaneo) congelamento il trasloco, vi invito a visitare - e commentare se vi va - il mio videoblog.
"Innaturali e infetti". Siamo proprio froci di merda
venerdì, 07 ottobre 2005 | froci, omofobia
Avevamo ragione a preoccuparci della Polonia e dei due gemelli che si preparano a governarla da destra, su posizioni populiste e reazionarie.
Il prossimo premier polacco, indicato dal partito di maggioranza relativa Legge e ordine, Kazimierz Markinkiewicz ha sostenuto che l'omosessualità è "innaturale", perciò «se una persona tenta di infettarne altre con la propria omosessualità, penso che lo stato debba intervenire». Eccovi serviti, brutti froci innaturali, che volete pure infettare i poveri cittadini ignari!
E noi che i polacchi ce li siamo presi nell'Unione Europea! Ma perché non se ne tornano nel patto di Varsavia o decidono finalmente di entrare nel XX secolo? Tra cattolici integralisti e populisti demagoghi, poveri noi.
L'Unione Europea ha provato una timida difesa delle persone omosessuali, ma non basta di certo. Se la politica polacca sarà caratterizzata da un'omofobia di questa violenza, forse non sarebbe male tirare fuori le sanzioni applicate all'Austria di Haider. Che in fondo aveva fatto molto meno.
Dal Vangelo secondo Luca
mercoledì, 05 ottobre 2005 | omofobia
Luca 18, 9-14
9 Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 10 «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12 Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 14 Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».
La giudice senza volto
martedì, 04 ottobre 2005 | stati uniti, froci, corte suprema
È un enigma la nuova giudice costituzionale scelta da Bush per sostituire Sandra Day O'Connor alla Corte Suprema.
Se il giudice Roberts al posto del vecchio capo Rehnquist non cambia granché (un reazionario al posto di un iper-reazionario), la signora Harriet Miers può davvero cambiare gli equilibri della Corte Suprema, visto che la O'Connor, pur essendo di fede repubblicana, è sempre stata uno "swinging justice", cioè ha votato come le imponeva la coscienza e non la disciplina di partito, e soprattutto ha difeso la laicità degli Stati Uniti in più di un'occasione, pur senza dover essere etichettata come "progressista".
A prima vista la Miers (classe 1945) è tutt'altro genere: texana, nubile, religiosa. Ma soprattutto non ha mai fatto il giudice: è stata sempre avvocato o meglio è stata l'avvocato dei Bush. Un po' come se Berlusconi indicasse Ghedini o Pecorella (o il buon Previti) per un seggio alla Corte Costituzionale.
Eppure la signora Harriet nonè un personaggio granitico: nel corso degli anni Ottanta ha anche sostenuto la campagna di un candidato democratico contro Bush padre per il governatorato del Texas. E soprattutto si è espressa in termini promettenti sui diritti di gay e lesbiche: un tema, insieme all'aborto, che caratterizzerà senza dubbio la nuova Corte.
Nel 1989, quando correva per un incarico pubblico a Dallas, la Miers firmò un documento in cui esprimeva alcune convinzioni: da un lato sosteneva i diritti dei gay, dall'altro era contraria ad abolire le leggi anti-sodomia in vigore in Texas. Quelle stesse leggi contro cui Sandra O'Connor votò in un memorabile verdetto 6-3 della Corte Suprema, che abolì nel 2003 tutte le leggi degli Stati Uniti che vietavano rapporti "contro natura".
Anche sui fondi per la lotta all'Aids la Miers fu ambigua: da un lato sosteneva che fossero importanti, dall'altro li subordinava a un'effettiva disponibilità dell'erario, senza considerarli una priorità irrinunciabile.
In ogni caso, la Miers non corrisponde all'identikit del "falco conservatore" che molti repubblicani auspicavano, sperando di rovesciare a destra la Corte Suprema per oltre una generazione. Eppure la sua eccessiva vicinanza al clan Bush ne fa comunque un candidato debole e non immacolato. Almeno sotto il profilo dell'opportunità politica. Vedremo che deciderà il Senato.
Signori, si cambia!
lunedì, 03 ottobre 2005 | alia
Cari amici, cari lettori, cari passanti per sbaglio da queste pagine.
Il mio blog si trasferisce. La nuova casa non è ancora perfettamente intonacata e mancano molte suppellettili (link, banner, annessi e connessi), però da ora Village si trova a questo nuovo indirizzo
http://villag.blogspot.com/
Ehm, come non detto. 
apettate ancora un po' prima di cambiare il vosto link. 
Per un po' si va avanti qui...
L'ultima dei vescovi: niente comunione ai politici che votano leggi pro-gay
domenica, 02 ottobre 2005 | chiesa, froci, omofobia, matrimonio gay
Il premier canadese, il cattolico Paul Martin? Niente comunione.
Il presidente del governo spagnolo Zapatero? Niente comunione. I parlamentari che hanno votato le leggi sulle unioni fra persone dello stesso sesso? Niente comunione, per nessuno di loro.
Questa idea si è fatta strada nella Curia vaticana, fino ad arrivare sul tavolo del Papa e dei vescovi riuniti in Vaticano per il sinodo mondiale dei vescovi. Insieme ad altre questioni, come la comunione per i divorziati, i padri sinodali discuteranno quest'altra proposta: rifiutare la comunione a tutti i politici che appoggiano leggi a favore dei diritti gay e altre norme osteggiate dalla gerarchia cattolica.
Per chi non è addentro alla religione cattolica, ricordo che l'eucaristia per un cattolico è l'unione profonda, la "comunione" del fedele con il corpo e il sangue di Cristo, trasformato miracolosamente nel corso della messa a partire dal pane e dal vino.
I politici cattolici che non seguono i precetti del Vaticano, maxime sulla morale sessuale, dovrebbero quindi essere privati di questo incontro profondo con Dio, per aver disobbedito ai precetti, morali e quindi non vincolanti, dei pastori. (Ribadisco per chi non lo sapesse o non l'avesse già letto che nella chiesa cattolica la morale non è mai dogma e, in ultima istanza, è lasciata al discernimento della propria coscienza).
Una condanna gravissima, l'esclusione di fatto dalla comunità dei fedeli. Una punizione che mai è stata invocata, neppure quando i politici in tutto il mondo sono stati chiamati a votare temi che, allora sì, mettevano in discussione e coinvolgevano direttamente la vita umana: la guerra o l'aborto.
Ma per combattere il "disordine intrinseco" dei gay "nocivi" ogni arma è lecita secondo l'attuale gerarchia. Perfino decidere chi è degno della comunione e chi no, dimenticando che Gesù Cristo - parole sue - è venuto "per i malati, non per i sani".
Sù: approvino i vescovi una dichiarazione di questo tenore, vietino la comunione ai politici "amici dei gay". Sapremo allora quanto hanno appreso in Vaticano della lezione evangelica.
Chi mi vuole mi cerca
Da oggi, cari miei, mi trovate anche qui.
Mi sembra un progetto molto interessante, vediamo come va avanti.
BLOGFRIENDS
Obiezione di coscienza o atto di prepotenza?
sabato, 01 ottobre 2005 | spagna, froci, matrimonio gay, obiezione di coscienza
Vi riassumo quello che è successo nelle ultime settimane in Spagna attorno alla questione del matrimonio gay.
Una giudice spagnola di Colmenar Viejo, vicino a Madrid, ha bloccato la trasmissione dei documenti per due matrimoni fra persone dello stesso sesso, che hanno già ricevuto il via libera dallo stato civile. La signora Isabel López García-Nieto è un giudice amministrativo è il suo compito è squisitamente "notarile": trasmettere l'atto di matrimonio, perché la cerimonia possa poi essere celebrata in Comune.
La giudice però si è appellata al diritto all'obiezione di coscienza e ha chiesto al tribunale superiore di sollevarla dall'incarico e nominare un altro giudice, perché la religione cattolica, cui lei appartiene, le impedisce di accettare l'unione fra due persone dello stesso sesso.
A stretto giro di posta il tribunale le ha risposto che non ha alcun diritto di sottrarsi al suo compito e che deve "attenersi alle norme vigenti e, in caso contrario, alle conseguenze che potrebbe comportarle la disobbedienza".
Ora. Il diritto all'obiezione di coscienza è una grande conquista della civiltà, ma - a mio avviso - non può ledere il diritto fondamentale di altre persone, tanto più quando ricorre all'obiezione di coscienza non un privato cittadino, ma un pubblico ufficiale.
Altro è il caso dell'aborto, in cui un medico può legittimamente rifiutarsi di praticare un atto così controverso (e comunque deve essere garantito il diritto delle donne di avvalersene); altro è l'atto amministrativo che precede un matrimonio. Forse - si domanda El Paìs - che la stessa signora si rifiuta di trasmettere gli atti di un divorzio? Estendere in questo modo il diritto all'obiezione di coscienza porterebbe di fatto la nostra società alla paralisi.
Abbiamo il diritto di avere le nostre idee, ma se il nostro ruolo ci impone un atto contrario alle nostre convinzioni - ma che non arreca danno a nessuno! - non abbiamo il diritto di metterci di traverso e impedire che altri cittadini esercitino un diritto riconosciuto dalla legge.
In questo modo un nazista potrebbe rifiutarsi di celebrare il matrimonio fra "un ariano e un'ebrea" o un fascista bloccare le nozze fra un uomo di colore e una donna bianca. Siamo sicuri che permettere atti del genere sia il linea con la nostra civiltà? Io credo di no.
(Ah. Nel frattempo si è sposato Pedro Zerolo a Madrid).
Schwartzy ha detto no: California senza confetti
venerdì, 30 settembre 2005 | california, froci, matrimonio gay, schwarzenegger
Come aveva annunciato, il governatore Arnold Schwartzenegger ha posto il veto alla legge approvata dalla Camera e dal Senato della California, che estendeva il diritto di sposarsi alle coppie dello stesso sesso.
Per accontentare la comunità lgbt, però, l'ex attore ha annunciato - nello stesso documento - che sosterrà i benefici riconosciuti alle unioni domestiche registrate e si opporrà vigorosamente a ogni tentativo di ridurli. In questo Schwartzenegger si riferisce ai due referendum che i conservatori vorrebbero far votare l'anno prossimo, con cui si proibiscono sia i matrimoni sia altre forme di riconoscimento.
Col suo atto, comunque, il governatore ha scontentato entrambe le parti: i progressisti, che vedono annullata una legge approvata dalle camere, e i reazionari, sconfessati dal loro leader nel tentativo di conculcare diritti.
Il fronte del sì al matrimonio, poi, contesta a Schwartzy di essere stato troppo tiepido: avrebbe dovuto dire, secondo loro, che si opponeva apertamente alla raccolta di firme e che l'avrebbe osteggiata.
I conservatori, invece, sono irritati dalla sua scelta di firmare altre quattro leggi, tre delle quali estendono norme anti-discriminazione alle persone omosessuali e rendono retroattivi, per i dipendenti pubblici, i benefici delle unioni domestiche. Ma la California non segue Olanda, Belgio, Spagna, Canada e Massachusetts.
A la guerre comme à la guerre
giovedì, 29 settembre 2005 | chiesa, , ruini
«Per difendere le nostre posizioni, siamo disposti a qualsiasi guerra».
Una frase del genere, attribuita dal primo quotidiano italiano - notoriamente moderato - al presidente della Conferenza episcopale italiana è sintomatica dello stato di deterioramento cui sono arrivati i rapporti fra la Repubblica italiana e le gerarchie cattoliche.
Non solo la Cei, che riunisce i vescovi, si prepara a "dare battaglia" sui valori e sulle leggi che coinvolgono scelte di morale, ma il Vaticano non rinuncia a dare il proprio giudizio su un eventuale candidato del centrodestra alternativo a Berlusconi. In questo senso ci sarebbe più di una reticenza ad appoggiare Gianfranco Fini, reo di essersi smarcato pubblicamente, per ben due volte, dai diktat di Oltre Tevere. L'ultima, quando non ha escluso una legge per le coppie di fatto, ma soprattutto quando ha sostenuto il Sì al referendum sulla procreazione, criticando sotto il profilo etico l'invito all'astensione.
In qualsiasi altro paese sarebbe inaudito, se non ridicolo, il solo pensare a una sorta di "gradimento preventivo" da chiedere ai vescovi. In Italia no. E il destino di un uomo politico può essere deciso nelle sale vaticane. Non è un caso quindi che tutti i cittadini interessati a un confronto laico e sereno di opinioni siano oltremodo preoccupati dal clericalsismo, prima strisciante e oggi sfacciato e rivendicato, delle forze politiche.
Quasi che gli unici valori fossere quelli religiosi e non ci fosse, al contrario, una riserva di virtù civili e valori "laici", che in Italia sono stati incarnati da intellettuali di varia estrazione e collocazione politica, come Norberto Bobbio, Indro Montanelli o Ernesto Rossi.



